Quei giorni in cui si è distratti – ancor più del già intollerabile solito – ed è impossibile contare i punti fatti e le maglie che restano, gli aumenti, le diminuzione, cambio punto, back loop, salta una maglia, avvolgi il filo, no.
Giorni in cui si rischia di realizzare una scarpetta destra da neonato e una sinistra da orco sciancato. Ore in cui un punto avanza e trenta vanno scuciti (e non ne parliamo se il lavoro è a maglia: scucire è il demonio!).
Se è vero che “chi si ferma è perduto” – nel qual caso mi considero una fortunatissima superstite – allora ci giro intorno. Poche maglie basse, filo sottile, un uncinetto piccolo e via.

Stavolta la collezione di girocolli all’uncinetto ha anche un nome: Saturno. 
Satellite.
Oriente.

Pioggia.

Supernova.

Turchese.

L’unico modo per farvi vedere il girocollo indossato è stato immolarmi per la fotocamera. 
L’unico modo per non rendere palese il mio indiscutibile pallore è stato tingermi di grigio. 
La versione ufficiale è che in questo modo le collane risaltano meglio, ecco!